Diario di Paola - giorno 3

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happysun980
Δευτέρα 28 Απριλίου 2014

È da un po’ che non scrivo. Quindi dopo tanto tempo riprendo col mio diario. L’estate 2012 è stata una estate strana. Sono stata mollato dal mio ragazzo, e sinceramente non avevo molta voglia di fare come si fa di solito, sfogarsi senza pensare a niente, abbandonarsi agli eventi, devastarsi e quant altro…

Avevo solo bisogno di rasserenare la mente, e godermi il completo relax estivo… e così ho fatto. La mattina mare, fino a tardi, pranzo veloce, piccolo riposino pomeridiano e lunghe passeggiate.

Amiche, amici, chiacchierate lungo il campo di volley, serate allo chalet più in voga del momento, ma nessuno interesse per uomini, o voglia di flirtare…

Come ho detto altre volte, mi piace passeggiare, stare sugli scogli, godermi le onde del mare che si infrangono sugli scogli e il profumo che ne provocano.

Mi piace andare a passeggiare in una lunga spiaggia che termina su un promontorio che sfocia a mare, dove vi sono degli scavi archeologici, e la zona è difficilmente accessibile, per chi non ama le scarpinate. Il lato del promontorio che si affaccia al mare, ha lasciato scoperto il muro di cinta della vecchia città di kamarina, qualche grosso pezzo di muro è caduto, che adagiato su alcuni speroni di scogli ha generato delle spiaggette piccole e riservate. Passeggiavo sotto quel muro di cinta in un afoso pomeriggio di metà agosto, e colta dal caldo decisi di passeggiare in acqua; tolsi il costume come facevo sempre, quando non potendo andare in una spiaggia nudista mi dovevo accontentare di trovare i miei spazi di libertà e mi misi a passeggiare.

Quella zona mi affascina sempre… guardare dal mare quelle mura, è molto suggestivo… mi fa tornare indietro nel tempo, immagino la presenza di gente di più di 2000 anni fa che su quelle mura scrutavano il mare, di militari, di vedetta, di donne che aspettavano i loro mariti che tornavano con le barche…

Giunsi vicino alla famosa spiaggetta e lasciai il costume su uno scoglio abbastanza alto da evitare che un’onda me lo portasse via. Poi presi a fare una nuotatina e sdraiandomi sull’acqua mi godetti quella pace e quella tranquillità. Non mi importava di essere nuda: alla fin fine sapevo come ero fatta, facevo nudismo da una vita e comunque quel posto era abbastanza lontano dalla spiaggia e dal campetto di volley.

Rimasi li a galleggiare per un po finchè con la mano sentii uno scoglio e allora decisi di risvegliarmi dal mio torpore… mi rimisi in piedi e mi stavo dirigendo verso la spiaggetta, così per starmene un po sulla terraferma e godermi quel silenzio…

Dopo qualche passo, ero quasi arrivata alla battigia, mi resi conto di non essere sola: in una zona d’ombra creata sotto un grosso scoglio ci stava un tizio tutto nudo, col pisello eretto e scappellato, che mi guardava. Ogni tanto mi guardava, intervallando il suo leggero massaggio ad una occhiata furtiva. Io non ero imbarazzata, del resto da nudista non era la prima volta che capitava che qualcuno si masturbasse per me, ma venivo da un relax estremo e quella immagine, mi destabilizzò un poco.

Decisi di far finta di niente e di proseguire sulla spiaggia per andare a recuperare il costume che avevo lasciato più in la. Così arrivo allo scoglio, ma sinceramente non mi va di rivestirmi, possiamo pure dividere la spiaggetta senza problemi penso, così mi siedo sulla battigia, dando le spalle al coinquilino occasionale.

Passa un po di tempo e decido di bagnarmi di nuovo, quindi lascio il costume li sulla sabbia e mi tuffo. Mi allontano un po, ma cresceva in me la voglia e il desiderio di guardare. Così mi giro e mi immergo il più possibile, lasciando appena gli occhi fuori dall’acqua. Il mio guardare ovviamente non è assolutamente celato, ma poco mi importa …

Ho i seni turgidi, e la gambe aperte, mi sto accarezzando convinta come al solito che nessuna mi veda o se ne possa accorgere. Lui capisce ovviamente che sto a fissarlo, quindi prova a fare finta di niente ma a toccarsi lo stesso. Ad un certo punto si alza nudo e tutto eretto e capendo palesemente che mi sono eccitata e che mi sto masturbando, si mette a ridere, poi si avvicina all’acqua, si inginocchia, si lava il pisello e si siede vicino al mio costume. Poi con una mano riprende a toccarsi e con l’altra gioca con il mio slip. Se lo accarezza, poi lo odora, sempre senza togliermi gli occhi di dosso…decido di rispondere, e così mi immergo faccio una nuotata sott’acqua nella sue direzione e alla fine riemergo. Riaffioro abbastanza vicina cosi mi sdraio sull’acqua mostrando la mia fica umida, e non di acqua, tenendo bel larghe le gambe… con una mano mi accarezzo i capezzoli, con l’altra sposto l’acqua in maniera tale da galleggiare rendendogli facile la visuale.

Sono li sdraiata sul pelo dell’acqua e faccio finta non ci sia nessuno. Continuo ad accarezzarmi i capezzoli e con la sinistra prendo a massaggiarmi il sesso. Passo sue dita sulla fessura, non entro solo massaggio da fuori. Apro e chiudo le dita mentre vado su e giù. Sento il mio sesso muoversi, crescere il desiderio e con le dita sento il turgido che vien fuori. Sono curiosa ed eccitata, così provo ad alzare la testa: il tizio è sempre li che adesso sta fermo, gambe larghe, pisello eretto sta a guardare cosa faccio e come mi muovo. Smetto di toccarmi e con le mani provo a spingermi verso di lui. Giungo con i piedi in mezzo alle gambe e, posate le mani a terra, prendo a segarlo con i piedi. Dapprima lo accarezzo soltanto, poi lo sego. Lui si butta indietro con la schiena godendosi quel momento, e io perseguo nel mio massaggio. Quando mi prende i piedi decido che è tempo di smetterla. Così mi giro sotto sopra, e mi metto a guardare il mare. Lui si alza, si avvicina a me, mi accarezza le gambe con molta delicatezza. Ha due mani grosse e forti, lo sento salire finchè arriva al mio sedere. Gioca con l’interno coscia e sento il suo pollice e le sue dita che accarezzano la mia fessura stimolandola senza mai entrare. Intanto con l’altra mano sta giocando col mio sedere, io glielo alzo per indurlo a continuare, e lui per tutta risposta mi allarga le natiche, prima mi da un pizzicotto sul buchetto poi prende a farlo rilassare, dapprima con un dito, poi con la lingua. Sono eccitata, e, visto che lui si concentra sul culo io infilo una mano e gioco con la mia patata. Finalmente entra il dito, io lascio andare un piccolo gridolino di piacere. Continua a infilarmi il dito su e giù e io cerco di accompagnare i suoi movimenti ancheggiando. Ad un certo punto toglie il dito e mi apre le gambe, si sistema in mezzo e dopo avere dato un’ultima leccata mi penetra.

Dapprima mette la scappella, poi da un colpo secco ed entra dentro. Io emetto un grido sordo, ma non voglio cedere. Stringo i denti e lo lascio fare. Mi penetra cambiando continuamente ritmo, e io lo assaporo di più sento quel corpo dentro di me che si insinua nelle mie budella, il sedere mi brucia, mi sento piena, ma lo voglio, lo voglio…

Quando lo tira fuori decido di cambiare posizione, continuo a non voltarmi verso di lui, ma si rende conto che mi sto alzando così si siede lui, faccio passare le mie gambe attorno a lui, poi mi siedo sul suo addome gli sego un po il membro e me lo metto dentro. Davanti. Stavolta sono io che tengo il ritmo, che decido come sfondare come spingere. Mi sento liberata, me stessa rilassata. Porto indietro la schiena, lui non c’è mi lascia fare e io andando ancora su e giù mi lascio sfregare il sesso sulla parte davanti, sul turgido, finchè non lo sento ansimare, sento che ha la bocca aperta. Metto una mano sulla mia passera e tengo dentro solo la cappella, glielo esco pian piano, massaggiandolo con la mano e il mio corpo, finchè non butta via un lunghissimo fiotto di sperma, che risale il mio corpo, il mio braccio e mi arriva in bocca.

È li che massaggiandogli le palle, aspetto che il suo membro si sgonfi. Raccolgo il mio costume, che il mare aveva preso in consegna e mi immergo… pronta per una nuova serata.